In viaggio sulle ferrovie turistiche, mobilità dolce nel rispetto di paesaggi eccezionali.

Al-Andalus ExpresoAl-Andalus Expreso (Foto: alandalus-expreso.com)

La Spagna, fino agli anni Novanta, disponeva di una rete ferroviaria alquanto obsoleta e poco competitiva. Poi, nel giro di pochi anni, grazie a massicci investimenti mirati, ha rapidamente recuperato il tempo perduto, raggiungendo standard qualitativi d’eccellenza, sia per quanto concerne il traffico a lungo percorso (la rete iberica ad Alta Velocità è la prima in Europa), sia per quanto attiene i trasporti urbani (la rete metropolitana di Madrid ha superato per estensione quella di Parigi). Questo brillante percorso di modernizzazione (fatte le debite proporzioni, simile a quello cinese) ha riabilitato l’immagine del treno presso l’opinione pubblica e posto le premesse per un forte interesse volto al turismo ferroviario.
Da un paio di decenni circolano in Spagna treni crociera grazie al sofisticato restauro di locomotive e carrozze (inclusi vetture letto e ristorante). Le città andaluse (Siviglia, Cordoba, Granada etc.) sono visitabili con “Al-Andalus Expreso”, mentre nel Paese Basco, nelle Asturie ed in Galizia circola il “Transcantabrico”. Soprattutto questo treno – proposto con diversi programmi adeguati ad escursioni culturali, naturalistiche, a cavallo etc. – presenta caratteristiche interessanti ed in qualche misura comparabili con lo Yunnan. Infatti il Transcantabrico percorre una serie di linee a scartamento metrico che si snodano dal confine francese, a Hendaye, fino a El Ferrol, in Galizia, per oltre 800 km lungo la Cornice Cantabrica. Sono tracciati storici, decisamente non veloci, ma molto suggestivi, ricchi di spunti di archeologia industriale, che consentono di esplorare zone relativamente poco conosciute e periferiche della penisola iberica, fuori dai circuiti del turismo di massa.

El TranscantabricoEl_Transcantabrico (Foto: Simon Pielow - CC BY-SA 2.0)

Le linee a scartamento ridotto svolgono ancora una importante funzione pendolare in prossimità dei centri urbani di San Sebastian, Bilbao, Santander e Oviedo, ma, nelle aree intermedie più rurali, sopravvivono soprattutto in funzione dell’indotto turistico che i treni crociera riescono a generare. Oltre a questi sono state valorizzate in Spagna numerose brevi linee a vocazione escursionistica, soprattutto in Catalogna (i treni a cremagliera di Nuria e del santuario di Montserrat), attorno a Madrid (la linea a scartamento ridotto della Sierra di Guadarrama), ma anche nelle Isole Baleari (la bella linea a scartamento ultraridotto mallorquino che va da Palma a Soller).
Molte delle linee locali che furono chiuse al traffico negli anni delle sviluppo della motorizzazione privata, inoltre, sono state trasformate in “Vias Verdes”, ossia percorsi ciclopedonali che hanno consentito però di restaurare le opere d’arte (ponti, gallerie, stazioni spesso trasformate in ostelli) e che permettono escursioni a piedi o in bici, quasi sempre diramantesi da una stazione in esercizio e, quindi, propizie all’integrazione treno+bici. L’estensione delle “Vias Verdes” ha superato i 2.000 chilometri di sviluppo.
Per gestire il patrimonio storico ed infrastrutturale delle ferrovie è stata costituita la Fundaciòn de los Ferrocarriles Espanoles, controllata dalle ferrovie nazionali (Renfe). L’esperienza spagnola è molto significativa perché dimostra come, anche in un paese mediterraneo privo di tradizioni ferroviarie analoghe a Svizzera, Germania, Gran Bretagna etc., è stato possibile, in un lasso di tempo relativamente breve, creare un forte interesse per il treno non solo per i collegamenti pendolari o intercity, ma anche a sostegno del turismo culturale e ambientale.

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