I centri medioevali e le sagre paesane rappresentano le mete privilegiate dei viaggi del Treno Natura, durante i quali si possono gustare i prodotti del territorio, come il Brunello e i vini di Montalcino, il tartufo bianco di San Giovanni d’Asso, l’olio di Trequanda e di San Quirico d’Orcia, i funghi, le castagne del Monte Amiata.

Treno NaturaFoto di Andrea Bini

Nel 1979, nel libro di Italo Calvino "Se una notte d’inverno un viaggiatore", lo scrittore scriveva… «un pulviscolo di carbone ancora aleggia nell’aria delle stazioni dopo tanti anni che le linee sono state tutte elettrificate” e che l’arrivo a una stazione dà “il senso d’un ritorno all’indietro, d’una rioccupazione dei tempi e dei luoghi perduti». Queste parole fanno comprendere come i treni storici vivano nei nostri ricordi anche solo per sentito dire e siano radicati nella nostra cultura: non ne sappiamo molto, ma ne subiamo il fascino.
Il Treno Natura di Terre di Siena sa far percepire la rara e tenera bellezza della Val d'Orcia ad ogni scorcio di finestrino.
L’anello si sviluppa per 140 km nelle campagne fra Siena e Grosseto, seguendo il corso dei fiumi, attraversando territori paesaggisticamente e artisticamente di grande valore con un’economia artigianale e agricola di pregio, depositaria di antichi saperi, unico deterrente contro la scomparsa di quel paesaggio, per scongiurare il pericolo di una desertificazione comunitaria. I centri medioevali e le sagre paesane rappresentano le mete privilegiate dei viaggi del Treno Natura, durante i quali si possono gustare i prodotti del territorio, come il Brunello e i vini di Montalcino, il tartufo bianco di San Giovanni d’Asso, l’olio di Trequanda e di San Quirico d’Orcia, i funghi, le castagne del Monte Amiata.

Treno NaturaFoto di Andrea Bini

I viaggiatori potranno apprezzare, a una velocità d’altri tempi, itinerari inconsueti e affascinanti delle Crete Senesi, della Val d'Orcia, dell'Amiata fino a Chiusi, e l’esaltazione della civiltà etrusca all'insegna di arte, cultura, produzioni di qualità e appuntamenti con la tradizione. Il treno d’epoca non si limita alla memoria. Suo obiettivo è anche l’educazione ambientale delle giovani generazioni, la scoperta dell’“archeologia industriale”. Importante l’educazione alla mobilità collettiva, perché i viaggi delle scolaresche hanno spesso la funzione di avvicinare al treno bambini che spesso non ci sono mai saliti. La promozione del turismo storico-ferroviario non riguarda solo il passato, ma anche la modernità, bisogna recuperare la rete ferroviaria costruita dalle generazioni passate, che aveva una sua importanza. Sui convogli ferroviari di tratti paesaggistici belli è anche più facile comunicare, fare conversazione, osservare la natura dal finestrino, i telefonini scompaiono dalla scena e le persone parlano più volentieri tra loro. E come scriveva un poeta: «Guardate con attenzione fuori dai finestrini e pensate ai secoli passati: vedrete ovunque campagne incontaminate, dai verdi boschi o dai campi intensamente coltivati, punteggiati di fattorie, cascine o poderi...; vedrete al nord come al sud, città e paesi medioevali arroccati sulle colline, vere perle della nostra Italia, costruiti in altura per difendersi dalle invasioni dei barbari e perché le pianure erano afflitte dalla malaria... Vedrete anche stazioni ferroviarie disegnate e costruite con gusto, così come grandi scali oggi in disuso nei quali arrivavano e partivano tonnellate di merci».
Siena che emerge con la sua bellezza sulle colline non ha un casello autostradale, ma è facilmente raggiungibile con il treno. E da Siena si riparte sempre con il Treno Natura.

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